venerdì 20 marzo 2026

Chi può sollevar nel vento (Sacerdozio)

Sacerdozio

 Chi può sollevar nel vento 
calici di stelle 
gocce di sangue e di vino
offerti in libagione
bevanda 
di perfetta redenzione?

Chi può tendere,
alla cosmica navata 
nell'abside stellare
alle galassie impervie
al firmamento altare
le braccia pure ed il casto cuore?

Chi ha labbra di luce
e con dita di fuoco
in un istante 
può sanare
miriadi
d'anime
immortali

17 giugno 2016
 


Orfeo canta

 Orfeo canta il dolore:
ha sangue di rosa sulle sue palme
e corde d'arpa da vibrare

Veleno d'aspis rapì la sua Euridice
ne fece spettro fantasma senza riposo

Orfeo canta il dolore:
note sublimi discendono il varco oscuro
suoni d'arpa
discendono in fondo all'ade

anni 10 (?)

Figli noi siamo

Figli noi siamo
d'una guerra mai iniziata
d'una guerra mai finita

Bambini di trincea
soldatini di piombo
con i piedi nel fango
le dita ferite
le madri avvilite

Sai, ragazzo mio?
bombardieri di vapore
tuonavano
dal nostro cielo!

3 marso 2016

Non c'è sentore

 Non c'è sentore, non c'è vapore
– in questa pelle –
di un divin lucore!
Ma terra terra terra
terrosissima terra
e sangue ed ossa 
e sudato umor d'umore

– malato è il tutto di dover nutrire 
di consumarsi fra le rughe 
e scorie 
            e scorie
                        e scorie

Ma io nel sogno vidi...,
            Creatore del Tutto, 
io vidi
te nel retrobottega seduto
che il Tutto mi riveli 
sì, così perfetto!


2016 (?)

Mater

Mater

 Ho visto te, leonessa,
incurante d'ogni male
difendere il tuo nato
con mani e pelle e cuore
dal moloch oscuro
dal leviatano della folla

marzo 2016

Lavati i piedi

 Lavati i piedi
non soltanto le mani  
non soltanto il costato
non solo il tuo viso

Lavati i piedi!
Che non basta la schiena
che non basta il tuo corpo

Tutto di te 
già fu lavato...
non i tuoi piedi

Lavati i piedi 
se vuoi tornare 
nel mio Giardino!


15 marzo 2016

Visse

 Visse 
senza aver posseduto un campo
una dimora

Visse

Suo era il cielo
stellato
suoi gli stormi bruni
all'orizzonte
Suoi il ciliegio in fiore
e le maree

Visse 
ed ebbe il sole e la luna
e madre terra ancora
per nascere
per camminare
per riposare

15 marzo 2016

Quale gioia

 Quale gioia si ritrovò
fra le tue cose?

Non oro e non argento 
né perle né la vera d'uno sposo

Scarpe vecchie, piuttosto
e lane infeltrite
nel cestino

Fra i tuoi fazzoletti
riposti
una foto ed un sentore

La miseria e la vita 
e il legno dei tuoi padri 
come un altare

18 aprile 2013




Cinque stanze del 2013

In quei bauli c'era
un'ingiallita memoria 
di Libia e di Somalia
un tesoro sena né mappa
né cercatore

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La poltrona coloniale 
di verde bottiglia pitturata
raccolse la mia febbre 
ebbe il mio pianto
e il mio Ipno sudato
come un nido senza piume 
raccolse me

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Coglievamo le rose
per la santa: petali dolci 
e profumati, 
le rose più belle e delicate

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Marziale burocratica polverosa
vecchia pendola marciante
dello studio... 
Segnavi le ore 
i piccoli passi
la mia solinga chimica
esistenza

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Quante cose si son perse 
in questo fiume

Anche tu te ne vai 
nella corrente
anch'io verrò 
nella corrente.



2013


Vieni a sedere

Vieni a sedere, 
è caldo il tuo caffè
Son fiorite le aiuole e l'erba è di smeraldo

Vanno i treni all'orizzonte...

Ascolteremo il canto d'amore degli alati
le mosche a ronzare e l'aria che spira tra
le fronde

Mi dirai dei tuoi Misteri e della vita, 
e di me e di noi e dei ciliegi in fiore

Vanno i fiumi all'orizzonte.

4 aprile 2014

Aspetti risposte

 Aspetti risposte che il vento...
– come il balsamo salutate dall'Indo remoto –

Mercante di Samarcanda 
quanto consuma la pelle 
questo spirare ostinato
sulla sassaia

4 marzo 2016

Mi si è ristretto col passare degli anni il cuore

Mi si è ristretto col passare degli anni
il cuore
Più piccole gioie più piccoli pezzi d'amore
che sembrano pozze - reliquie 
d'un mare ormai svanito

Anche gli anni si son fatti ben più brevi
come dei rosari con più fretta recitati

Eppure ogni sorso di tempo m'è più intenso
più intenso mi è ogni boccone e assai più denso
e il tramonto d'ogni sole più mi sa d'incenso

22 settembre 2020

L'inchiostro s'è seccato

 L'inchiostro s'è seccato – prendine nota – 
nel ventre scuro della boccia

Nembi in divisa di facchini
gravano sui monti ricoperti di candore

Guarda ancora – se non sei stanco – 
come l'inverno abbia giorni di sole
da affidare alle tue mani.

19 febbraio 2016

venerdì 6 marzo 2026

Troni e cattedrali

Troni e cattedrali
torri di roccia
e labirinti selvaggi

Ed io che sogno
le sterminate pianure


2 dicembre 2012

Di tutti i vuoti che puoi serbare

 Di tutti i vuoti che puoi serbare
questo forse ti sarà fatale

Ché non verrà una musa
a ricoprire come la neve
le foglie secche dell'autunno
i tuoi pensieri
i tuoi giorni 
sprecati nell'attesa

Un angelo starà sospeso
col messaggio
ma già tu avrai spento il lume
e chiusa avrai, ahimè,
anche l'ultima finestra


17 novembre 2013

Davvero cantano gli angeli

 Davvero cantano gli angeli
in cori che la mente non sostiene
e suonano arpe di purissima luce
e flauti di lune d'argento 

E cantano e suonano
e l'intero universo vibra per essi:
le api sui fiori
i pesci nel mare
e le tue dita 
disegnando pentagrammi
di rondini
nel cielo

4 maggio 2015

Come il silenzio nei santuari

Come il silenzio nei santuari
come il grano maturo nel vento
come un volto dentro lo specchio
terso delle acque:
così è il tuo dire,
o sussurro leggero di parole
o lume di stelle 
o petali di rosa


4 maggio 2015


Pigramente vanno le masse di vapore

 Pigramente vanno le masse di vapore
balene d'argento sull'argenteo mare

Vanno con ali di falena
a conquistare le azzurrità lontane

Lacrime di fanciullo
cadono ad un tratto
sui fogli turchini
senza ragione
e cadono...

senza un perché


21 dicembre 2011

E quanto è l'amaro

 E quanto è l'amaro che in questo mio lungo 
brevissimo viaggio 
t'ho dato così tanto a bere
e quanto è il sale del mio 
dolentissimo cuore 
e l'aspra rabbia 
che ancora mi picca e mi rode
che non mi dà respiro
che non ci dà respiro?

Eppure mai tu m'hai lasciato
mai neppure un'ora
e qui con me 
ti resti ancora!

Che cosa sono io per te
mio dolce padre 
mia dolce dimora?


6 marzo 2026

giovedì 5 marzo 2026

Un po' di vino

Un po' di vino
                    – nel silenzio –
e un po' di pane

tre gocce di rugiada 
stillano dagli occhi

17 gennaio 2012

Si sente l'eco

 Si sente l'eco in questa valle
è l'eco d'un mare ormai lontano

dolomie di conchiglia e di corallo
passa un vento asciutto tra le fronde
calano pigre nubi giù dalla vetta

17 gennaio 2012

La vedrai camminare

 La vedrai camminare, figura umana,
consueta come il treno di quell'ora
alla stazione
giorno dopo giorno col passo usato
che mai non si annota

Ma un di' t'accorgerai, chissà in che data,
del suo mancare 
come d'un'albero che prima c'era 
e poi non c'è più
come una cosa che più non vedi 
là dove stava

Guarderai allora dentro a quel vuoto
come allo spettro di quello che c'era
un uomo una donna un ignoto
scolorita figura che ormai non c'è più


19 giugno 2015


Onorificenze

Onorificenze 

 Pezzi di metallo 
e nastri colorati 
conservo con cura 
nel cassetto


2015 (?)

Piangono le vedove

 Piangono le vedove
le madri dei bimbi sperduti
i padri dei ragazzi caduti alla frontiera

Piangono gli amanti salutandosi 
dal treno rapitore

Piangono gli occhi miei se l'inchiostro 
li ferisce
di parole 


28 marzo 2015



Chinai la testa (Tre passi)

 Tre passi

Chinai la testa 
verso l'oblio
e me ne andai
Al chiar di luna 
splendono i cancelli
del giardino
Barche di carte
rapisce 
la corrente


3 giugno 2015

Quella macchia rossa (Negazione)

Negazione

 Quella macchia rossa
là sull'asfalto
quel rosso peccato:

verrà il sole d'agosto
lo verrà a calcinare
verrà la tempesta 
come e un torrente 
lo verrà a dilavare
e gomme spietate 
a migliaia migliaia 
verranno... 
lo verranno 
a cancellare

6 luglio 2014

Langue la sera

Langue la sera,
o mio Signore,
volano i treni sui binari e
zoccoli d'equino percorrono 
i miei sentieri

È sabbia, Signore,
il giorno,
fra le dita

Scende poi la notte
scende il silenzio

Ti prego, resta con me!


17 maggio 2015

L'uomo dai capelli di cenere

 L'uomo dai capelli di cenere si fermò
fermò i suoi passi e s'accostò
– c'era la neve –
Piccola era e ormai stremata...

Intorno a lei, sparsi sul bianco del gelo
pochi resti minuti di fiammiferi arsi

  L'uomo dai capelli di cenere 
fermò i suoi passi e si accostò
– c'era la neve –
Piccola era e ormai stremata...

Raccolse in petto le piccole gelide membra
dormiva forse? sognava?

 L'uomo dai capelli di cenere 
fermò i suoi passi e s'accostò
– c'era la neve –
Piccola era e ormai stremata...

E lui se la strinse in petto e 
la rapì alla sua fiaba

Piccola era e ormai stremata...

Fumi di sguardi indifferenti stavano intorno
echi di passi frettolosi di affrettati passanti...

Ma egli la rapì alla sua fiaba e poi disparve
oltre il fioco lampione della mente
oltre la luce dell'alba fredda
in divenire

2015





Ubriaco di sogni

 Ubriaco di sogni
di polveri di strade 
già percorse e consumate
ubriaco di iridi autunnali
ecco che vaga come una nave 
alla deriva
senza una meta 
senza la rotta
prefissata alla partenza

Venti & soli
e sciami di comete
ha sulla chioma
ma come un naufrago 
è sperduto nell'immensità
dell'immenso cosmo scuro

Raccoglilo tu 
tu che hai nel cuore
un pietoso amico sentimento
raccogli tu il suo cuore
di vecchio legno divorato
dal tarlo del peccato

Segni profondi di ferite e 
vecchie recisioni
t'implorano pietà


17 dicembre 2015

Dista il nido (Distanze)

Distanze

Dista il nido dell'araba fenice quarant'anni 
di cammino dalla tua città

Dista il covo del leone una savana intera
dal tuo quartiere

Dista la tana del lupo una notte trafelata
dalla tua stanza

Dista ancora la civetta un metro appena
da tuo letto

Dista ala mano della morte una carezza e un bacio
dal tuo volto malato

febbraio 2016


martedì 3 marzo 2026

Signore del tempo (Preghiera)

Preghiera

Signore del tempo re dei temporali
Signore dei quanti e delle stelle
tu che sai 
tu che sei
tu re di fiori di spade di denari
tu re di coppe re di galassie
re della mia vita 
re della mia storia
O padre, o amico o mio creatore
o dolce amico che sussurri nella brezza
che sussurri di rondini e di nuvole
lassù nel cielo
tu re di maree
tu signore degli astri 
 tu che che voli con i passeri che canti con i grilli
Ubriaco sono di te

Felice e ubriaco 
sono di te  

03 marzo 2026


Macabra visione di pelli

 Macabra visione di pelli
di visone:
Largo uso ne fanno
mollicce donniciuole
passeggianti al bulevàr

In tempi migliori e di cottura
aria si daràn 
di gran cultura...

o, con gli occhiali da sole
o in campagnìa a legger 
di pruriti in abbronzanza
sulla rena...
 Se questa è la forma
pensate voi alla sostanza!

anni '80



Cosa mi metto...? (La libertà)

La libertà

         Cosa mi metto...?
Cosa mi metto...?

Vedi?! se eri un soldato 'sto problema non l'avevi:
mettevi la divisa e morta lì!

        Al massimo chiedevi: 
La mimetica?!
        e io: 
Se vai al lavoro certo che sì!

Ecco, vedi, se eri un soldato
avevi la libertà di non dover scegliere.

febbraio 2016


L'incredula campanula

 L'incredula campanula 
vide la libellula 
posarsi sulla cellula


1980

Mi parla il silenzio

 Mi parla il silenzio
ha la voce d'un padre 
mai veduto

Dopo la festa

 Dopo la festa rimase soltanto
lo scrosciar dell'acqua alla fontana
e quei passi solitari
sulla ghiaia

anni 10
 

Si rinchiuse

 Si rinchiuse nell'ultimo recesso 
sperando di svanire

Una voce di sussurri:
"io sono qui"

Città mia

 Città mia, vecchia signora,
mani rugose e macchie sulla pelle
piccola e stanca
t'appoggi al tuo bastone
e siedi in trono al colle

Forse il tempo per noi è finito 
o madre,
forse è finito


febbraio 20216

Granelli di sabbia (Due cadute e una nostalgia)

Due cadute e una nostalgia

Granelli di sabbia 
cadono dal cielo
una mano li raccoglie
l'altra li getta al vento

Cade la pioggia
– rivoli nel prato –
ingrossa il mare

Confessato desiderio
di tornare
confessata nostalgia:
i balocchi ed il giardino

anni 10

O giorno eterno

O giorno eterno  o interminabile ora alba e meriggio vespro e tramonto O coro d'angeli, luminoso, e di umani rapita è l'anima in te ...