Chiudi, o prestigiatore di parole
quelle tue dita gocciolanti di illusioni
chiudi la tua mano e fanne un pugno:
una tempesta scorre adesso
come un'onda
sulle fronde e sulle vigne,
ed è la fine...
È la tempesta che il corvo amico
ci profetò negli anni scorsi
ed ora, o bardo di vanità,
essa è giunta a fino noi!
È un'onda che travolge le tue mura
è un uragano che i draghi
abbatte come farfalle
è l'angelo del Signore che suona il corno
della vendemmia.
L'amico corvo lo profetò negli anni scorsi
ed ora, o bardo di vanità,
essa è giunta a fino noi!
Chiudi la bocca cantore di illusioni
e fanne un pugno.
Le tue parole non son che sabbia
e polvere nel vento.
Versa una lacrima perché
è la fine, ed altro più non avrai!