Signore, tu vedi le mie lacrime. Dovevi proprio, tu che già creasti l'uomo abbastanza misero, dargli per giunta fratelli che lo depredassero persino di quel po' di miseria, di quel po' di fede nutrita in te, nel Dio d'amore? Poiché la fede nelle virtù taumaturgiche di una radice, o nelle lacrime della vite, cos'altro è se non fede in te, nel fatto che tu abbia posto in quanto ci circonda quella forza risanatrice e confortante della quale a ogni ora abbiamo così bisogno?
Padre che non conosco, Padre che un tempo mi colmavi tutta l'anima e adesso hai distolto da me il tuo viso, chiamami a te! Non tacere oltre! Il tuo silenzio non tratterrà quest'anima assetata. Forse che un uomo, un padre, potrebbe andare in collera se il figlio, tornando inatteso, gli gettasse le braccia al collo e gli gridasse "Eccomi di ritorno, padre mio! non arrabbiarti se ho interrotto il viaggio che secondo la tua volontà avrei dovuto sopportare più a lungo. il mondo è uguale dappertutto, da fatica e lavoro vengono compenso e gioia; ma a me che importa? Io sto bene solo dove sei tu, e al tuo cospetto voglio soffrire e godere" e tu, caro padre Celeste, vorresti respingerlo?
Werther
(da I dolori del giovane Werther di J. W. Goethe)


Nessun commento:
Posta un commento