come un tamburoil cuore nel mio pettonon so se marcia finebreo all'assalto gagliardo,di pennacchi ricordo casermehardware di fanfarepulsioni di vena,di primavera il polline,di lunghe stradeil sonno sinuoso.
"morti o morenti rotoliamo,
non siam cresciuti soli
nell'anarchia color del vino
nelle ore di lavoro straordinarie.
siamo di pioggia e vento
siamo i topi fedeli"
barcolla il mio corpoda queste parti,dissezionato disadombratodisadorno senz'ombradi dubbionon sono sicuro di esserci.
"abbiamo seguito le tracce
di millenarie illusioni
e pifferai di Hamelin,
poiché tutto è vero:
questo tempio di mondo
dalle note diverse,
e le più belle città
stanno dietro lo specchio"
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respiro appena ma non mi confondo.
non è proverbiale la comodità
dell'uso dei proverbi?
april dolce è il dormir
felice il germogliar
non c'è nessun criterio
in questo sboccio abnorme
macromatico sfoggio
sfolgorio, cinguettio...
Renato Menegat

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