giovedì 25 dicembre 2025

Voci (di R. Menegat)

Voci

come un tamburo
il cuore nel mio petto
non so se marcia finebre
o all'assalto gagliardo,
di pennacchi ricordo caserme
hardware di fanfare
pulsioni di vena,
di primavera il polline,
di lunghe strade
il sonno sinuoso.

"morti o morenti rotoliamo,
non siam cresciuti soli
nell'anarchia color del vino
nelle ore di lavoro straordinarie.
siamo di pioggia e vento
siamo i topi fedeli"

barcolla il mio corpo 
da queste parti,
dissezionato disadombrato
disadorno senz'ombra
di dubbio
non sono sicuro di esserci.

"abbiamo seguito le tracce
di millenarie illusioni
e pifferai di Hamelin,
poiché tutto è vero:
questo tempio di mondo
dalle note diverse,
e le più belle città
stanno dietro lo specchio"
---------------------------------------------------------------------
respiro appena ma non mi confondo.
non è proverbiale la comodità 
dell'uso dei proverbi?
april dolce è il dormir
felice il germogliar
non c'è nessun criterio
in questo sboccio abnorme
macromatico sfoggio
sfolgorio, cinguettio...

Renato Menegat




Nessun commento:

Posta un commento

O giorno eterno

O giorno eterno  o interminabile ora alba e meriggio vespro e tramonto O coro d'angeli, luminoso, e di umani rapita è l'anima in te ...