lontani
ridotti quasi a scheletri
fin dove non c'è più
aria da solcare...
non toccano
gli orizzonti pallidi
ed ogni mio senso
del planare
‒ affinché possa impegnare
i miei liberi istinti
nell'obbiettivo
COSTRINGERMI
al limite a rei-infilarmi
redivivo
in ciò che sono comunque
SEMPRE stato
nell'euforico vortice
del volo,
‒ ogni mio senso
di reazione è
distrutto
dal mitragliare dei tasti
e la gravità ‒ bestemmia
mai conclusa ‒
e il suono
e quelle ampie macchie blu
danzanti...
spruzzate con precise pennellate
nello sfondo-schermo
incluso
sfibrato.
Renato Menegat

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