Mi dolgono quegli anni che tu sai
e il suo sorriso triste e le sue mani
Te le ricordi le sue mani, com’eran piccoline?
Erano altre sere altre voci ed altre lune
e per le strade sotto una pioggia battente
morivano i drogati e inciampavan gli ubriachi
sulle scale
Le fantasie venivan giù dai troni
come le pere ormai mature
e a me mi si bagnavano i pensieri
inzuppati nei dolori – che non eran soltanto i miei –
Eppure ti sono grato, o Dio, per questo viaggio
per questo terribile magnifico paesaggio
che è tutto fatto di volti di baci di cose
di voci perse e ritrovate
e di treni e di battaglie
E ti son grato per ogni gatto che ho accarezzato sulla via
e di ogni carezza che m'han dato e di quel suo sorriso triste
di quelle sue mani d'amore fatte e di fatica...
E di ogni tuo amore che m'hai voluto dare
d'ogni tuo amore che mai ho meritato
delle canzoni tristi che ho cantato
mentre nessuno mi ascoltava
Che vuoi che mi resti in questa sera
che è una sera di fine inverno
adesso che le parole le ho esaurite
e che anche l'inchiostro mi manca nella penna?
6 marzo 2025

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