martedì 2 aprile 2024

Oh, di questo cielo

Oh, di questo cielo, tu mi chiedi, di questo cielo...
Mi chiedi del mio cielo, 
che non è diverso dal tuo, 
ma me lo chiedi.
Mi chiedi del mio cielo e io ti dico.

È uno spazio infinito
un'immensità che non ha fine, 
è un deserto azzurro senza orizzonti, 
è un orizzonte lontano che non raggiungo mai.

Vi si perde l’occhio navigando ad est, 
fra isole di candida schiuma, e stormi migratori 
e velieri in volo, fatti di niente.

Vi si perde l’occhio e con esso va via la mente, 
e dietro di lei si perde l’anima, 
cullata al pensiero di un ritorno.

Ah, è sterminata la reggia del sole, 
vi viaggiano gli stormi per mille e mille anni. 
Eppure tutto sta nel mio cuore, 
tutto intero come un piccolo fiore:
che grande mistero è questa cosa!

Che posso dirti del mio cielo?
Ti dirò delle tempeste, che ne spazzano la volta, 
come l’ira furiosa sul volto del padrone. 
Ci sono i lampi, screzi azzurrini che tagliano il vento, 
che abbagliano i mortali, 
e tuoni che fan tremare le gambe dei cavalli, 
e i venti che forti turbinando sconquassano la terra. 
Draghi di vapore, basilischi di tempesta...

Si nasconde la volpe nella tana, e la quercia piega le sue fronde fin che può.

Ti dirò della neve che vien giù da una grigia coltre di luna, 
e porta il freddo ed il silenzio e poi l'odor di fumo 
e poi la morte. 

Ma questo è il mio cielo quand'è l’inverno 
questo è il mio cielo fermo e stanco quando anche il fiume si secca
e si fa teschio.

Meglio che ti dica allora del mio cielo d’aprile, 
coi suoi greggi di nuvole in corsa...

Guarda adesso, che ti mostro una volta stellata: 
sono milioni e milioni le luci accese lassù, 
lassù nel profondo blu della notte.

Ecco, guarda: è grande davvero questo trono di Dio! 
Eppure, credimi, ci sta tutto dentro il mio cuore.

anni 2000

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