Patapum su Belgrado
Patapum, e giù le bombe su Belgrado.
Patapum. Bombe intelligenti. All’uranio
impoverito (poveretto l’uranio).
Patapum, “patapum” fanno le bombe su Belgrado.
Bombe di pace. Bombe arcobaleno.
Larghe bocche, al di qua dell’Adriatico, da un
orecchio all’altro si stendono. Belle larghe.
Senti che botti?
Quali botti?
Alla televisione!
Ah quelli? Sì, belli!
Patapum, e giù la giustizia su Belgrado. E giù
la pace.
Cade a fiocchi la pace, cade a gocce la
giustizia.
La pace scoppia sulle case, sulle scuole, sulle
vie. Sembra una festa.
Guarda c’è gente sdraiata là sotto. È stata
colpita dalla pace!
La giustizia s’irradia per le strade (uranio
impoverito). Durerà per anni ed anni.
Patapum, il ministro dà la mano (cordialmente)
al ministro.
Patapum, l’ambasciatore conversa (amabilmente)
con l’ambasciatore.
Niente guerra, solo pace, patapum.
Cattivi puniti e tutti i buoni felici, patapum.
Pulizia etnica rovesciata: tutto bene.
Larghi sorrisi, patapum, strette di mano,
patapum, conversazioni allegre, patapum, dollaro bene, euro bene.
Il cattivo morrà in prigione. Dollaro bene,
euro bene. Stop.
MB
20 agosto 2007
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