venerdì 29 marzo 2024

La pipa del generale

 

La pipa del generale

Il generale Mac Arthur scende dall’aereo. Si guarda attorno soddisfatto ammirando le macerie del paese. È un paese ormai sconfitto, distrutto, sottomesso: «un bel lavoro», commenta il generale, «…un ottimo lavoro».

Il generale Mac Arthur scende piano dall’aereo. Stringe fra i denti un’enorme pipa di legno. Una pipa larga quanto un atollo del Pacifico. È un atollo del Pacifico.

Il generale sorride guardando quel che resta del nemico, a ogni passo manda a tutti un sorriso di vittoria. E uno sbuffo di fumo dalla pipa.

La sua pipa  è un vulcano dal ventre caldo di fornace. Sbuffi di fumo escono a botti, «ma che strano», dicono, «gli sbuffi han la forma dei funghi». Il generale sbuffa e sorride: son proprio funghi di fumo quelli che escono dalla sua pipa.

Finiamo il lavoro, ora si tratta di umiliare i vinti perché anche l’animo sia sconfitto, si tratta di schiacciare col tacco degli stivali il loro miserabile cuore. Poi sì che sarà un lavoro ben fatto.

Il generale per intanto schiaccia per bene il tabacco dentro la caldaia, preme con le dita fino in fondo alla caverna. Preme il tabacco che sa di foresta tropicale, lo schiaccia con forza comprimendo ogni sua parte. Lo fa con cura, perché sia tutto ben pronto, perchè nulla sfugga alla fiammata: il lanciafiamme produce un effetto migliore, ed è più buono l’aroma che ne esce poi.

Di laggiù tutto tace, non proviene alcun rumore, ma il generale sa già che le fiamme staneranno i rumori voluti. Saranno rumori graditi. Sogghigna il generale accendendo la pipa.

Il generale ha lì pronta una penna. È la penna della resa, una penna comune, senza alcun inchiostro speciale. E ha un foglio, che è bianco, ma reca già scritto il futuro della colonia, il radioso futuro dei vinti: pace e misericordia, per le pelli piagate, per le ragazze violate dai suoi bravi soldati.

Il cannello è lungo e stretto. Lungo come un treno che fugge dalle città in fiamme. Lungo e flessuoso, come il treno che i caccia hanno raggiunto. Il cannello è un treno da mitragliare pieno di uomini inermi. E infatti un crepitìo esce dal cannello infuocato, e un sapido fumo sale alla bocca del vincitore.

Ora che tutto è firmato, il generale lucida le sue medaglie. Laggiù, in fondo alla sua pipa, qualcosa continua a bruciare, lento, senza rumore. Continuerà per tanto tempo, anche dopo che gli sbuffi a forma di fungo saranno stati dimenticati.

Michele Balen

10/03/2007

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