9 ottobre 1963 - Vajont IV
Una valle d'ossa d'uomini e di mura
E noi come formiche
in righe disperse difformi disperate
balbettando preghiere – imprecando dolori
nel mattino ancora freddo e scuro – con occhi di terrore
a cercare frugare senza respiro dentro il disastro che ci sia una mano un lamento,
E noi come formiche
in righe disperse difformi disperate
balbettando preghiere – imprecando dolori
nel mattino ancora freddo e scuro – con occhi di terrore
a cercare frugare senza respiro dentro il disastro che ci sia una mano un lamento,
almeno un frammento
di vita da salvare.
Ma dal fango della terra dal fango della coscienza non spunta più alcun fiore,
Ma dal fango della terra dal fango della coscienza non spunta più alcun fiore,
solo il teschio senza pace della luna
e il sole che lentamente muore
14 gennaio 2026

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