stavo per ore
muto e rinchiuso
nella penombra d’una grande casa
vuota
in sola compagnia dei miei fantasmi
Così scivolavo spettro fra gli spettri
alla ricerca di qualcuno
o di qualcosa che
non so
Quand’ero un ragazzo
il sole sorgeva di grado
e di rado fendeva coi raggi
il cupo velo della
nebbia
La fiamma ardeva allora nella stufa
e ardendo consumava
ad uno ad uno
i miei pensieri
Scendeva la neve a ricoprir
le foglie morte dei castagni
e una grigia pioggia lavava
finché la pioggia non lavava
in coda, l’ingrigita neve
Quand’ero un ragazzo
della guerra passata
non restavano che croci ed ombre
inquiete
sopra i muri
ed io mi muovevo allora
con cauti passi di volpe
sula pista del bosco
la notte
sfidando i demoni per pura follia
23 novembre 2009

Nessun commento:
Posta un commento