amata matrigna
piccola e desolata tu sei
e hai gli occhi tristi
Lacrime di sale
io verso sopra il tuo seno
e lacrime sul tuo selciato
le tue mani fredde rugose
già odorano di morte
Ingrata matrigna e tanto amata
desolata tu sei
di lapidi scalfite di scolorite figure
di volti e di persone che più non vedo in te
epigrafi di madri e di sorelle
– e un tempo anche di un padre? –
ti fanno da corona
e relitti d'alberi abbattuti
Le tue pupille son finestre serrate
sono vetrine spente
ore e passi diluiti
di malinconia
21 aprile 2021

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