Io vivo... eppure sono un morto, sono
dentro un abisso; ed odo, ivi sepolto,
la vita che tra voi s’agita, il suono
della vita, ormai vano; odo la voce
mia che m’è nuova; può affissarmi in volto
l’amico, il mal ridirmi che gli nuoce,
ma dinanzi ha un’immagine mentita;
sorride, leva i miei occhi al suo viso
uno spettro quassù della mia vita.
Io giaccio; ed ho solo un pensiero, godo
solo un pensiero: sono morto, ucciso
da me in sì strano, in sì felice modo
che serbo ai cari miei la mia giornata,
anzi più mossa, più fattiva ancora,
ad opere di buon fine ordinata;
ed a me la mia notte senz’aurora.
Umberto Saba

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