Una fanciulla cantava in un coro di chiesa
di tutti gli stanchi in contrade straniere,
di tutti i vascelli salpati nel mare,
di quelli che avevano obliato la gioia.
Così la sua voce cantava, volando alla cupola,
e un raggio splendeva sulla bianca spalla,
e ognuno dal buio guardava e ascoltava
il bianco vestito cantare nel raggio.
E a tutti pareva che fosse vicina la gioia
e in un placido golfo ancorati i vascelli,
che in terra straniera gli uomini stanchi
avessero trovato una vita luminosa.
E la voce era dolce, ed il raggio sottile,
e solo in altro, alle Porte del Regno,
ammesso ai misteri, un bambino piangeva
perché nessuno sarebbe tornato.
A. Blok, agosto 1905
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