Orrendo trarre, solitari,
di questa vita le catene.
A spartire la gioia ognuno è pronto,
ma nessuno a spartire la tristezza.
Solo qui sono, come un re celeste,
stretti in cuore i miei dolori,
e vedo, docili al destino,
come visioni, gli anni a dileguare;
e tornano essi, con dorato,
ma identico sogno antico;
e vedo una tomba solitaria
che aspetta: perché indugiare sulla terra?
Di ciò nessuno sarà afflitto:
s’allegrerà (ne sono certo)
la gente più della mia morte
che non, già, della mia nascita.
Michail Jur’evič Lermontov (1814-1841)

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