Quando il crepuscolo passa tra le nubi come un pettine,
e una brezza leggera, come un piccolo cane che fiuta, si ferma davanti a un arbusto,
a un albero, a una zolla, a una persona,
E quando il primo freddo comincia a farsi più forte,
e ci costringe ad abbottonare la camicia e a lamentarci,
Quando la crosta del giorno si spegne sul velluto della notte,
e le lucciole un antico mosaico sembrano disegnare,
Un candido bambino io ridivento ancora,
Ancora nella giustizia ritorno a confidare,
e immagino che morirò… di una morte naturale…
Mi dispiace
Paruyr Sevak
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
O giorno eterno
O giorno eterno o interminabile ora alba e meriggio vespro e tramonto O coro d'angeli, luminoso, e di umani rapita è l'anima in te ...
-
C'è un giorno un'ora un istante forse nel futuro forse in eterno in cui ho avuto e avrò in cui ho nostalgia di questa vita, di que...
-
(Se sto per morire) Dammi un arco di stelle un canto di violino, un prato una carezza il viso di un bambino Dammi una falce d'argento un...
-
Macabre visioni di visoni, di pelli d'animali morti e spellicciati – ne fanno largo uso larghe donne d'alto bordo, signore dal fasci...

Nessun commento:
Posta un commento