Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t'attende dalla sera
in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
ed il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all'avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s'addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell'oscurità.
E. Montale
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
O giorno eterno
O giorno eterno o interminabile ora alba e meriggio vespro e tramonto O coro d'angeli, luminoso, e di umani rapita è l'anima in te ...
-
C'è un giorno un'ora un istante forse nel futuro forse in eterno in cui ho avuto e avrò in cui ho nostalgia di questa vita, di que...
-
(Se sto per morire) Dammi un arco di stelle un canto di violino, un prato una carezza il viso di un bambino Dammi una falce d'argento un...
-
Macabre visioni di visoni, di pelli d'animali morti e spellicciati – ne fanno largo uso larghe donne d'alto bordo, signore dal fasci...

Nessun commento:
Posta un commento