martedì 2 aprile 2024

Padre che mai ti ho avuto (Sera d'estate)

Sera d'estate

Padre mio che mai ti ho avuto, 
ubriaco di malinconia ti scrivo questa stasera,
ti scrivo perso in questo tango, come una valse di nostalgia.
Padre che mai ti ho avuto, ero bambino e ti ho rimpianto,
e ti ho cercato ti ho inventato, perché non c'eri, padre...

Madre, madre che stai sparendo, che stai andando via...
quante lacrime ti ho nascoste per non farti ancor più male.
Per non ferirti più.
Madre, una danza solitaria d'amarezza una dolce nenia scrivo per te.
È una carezza e un bacio anche, e un abbraccio che non fa male.

Fratelli, che la vita ci ha divisi, che ci ha tenuti così distanti.
Fratello mio, sorella mia, che mai vi ho conosciuti.
Che il vento vi porti stasera questo sussurro,
è il sussurro di un fratello mai avuto.

Ho ricordi infelici, ho una fredda solitudine che non guarisce.
La tristezza del giostraio, la malinconia del pagliaccio.
Troppo tempo ho trascorso fra i pianti segreti di ragazzo e gli abbandoni.
Non ho costruito in vita mia che nuda steppa, 
la neve del deserto e una canzone amara.

Amico mio che leggi, amica mia del cuore, compatisci queste righe.
Compatisci quest'anima dispersa che in una sera d'estate si guarda indietro,
che per la solitudine e la malinconia,
e per un cielo troppo azzurro e così grande,
versa il suo male in questa coppa.
Amica mia che leggi, amico mio carissimo,
pensami stasera e prega Dio

Anni Dieci

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