sabato 23 marzo 2024

Ventinove sonetti ad Orfeo

Ventinove sonetti ad Orfeo:
ma perchéperchèperché?!

Dentro l'austera prigione dei versi
si rigirano l'anime degli aedi
fra'l ciarlare d'arcadici fantasmi
troppo ardui da bruciare
troppo duri da smacchiare

Oh... beato l'oblio…
beata l'ignoranza!!

E tu disperato eroe, che l’Ade ti ha sbarrato l'antro
che t'ha fregato l'amorosa
tu, che ancora i poeti come falene, al tuo nome 
come a un nume, come ad un lume, accorrono
e ti svolazzano intorno, le nottole ubriache!
tu, devi ascoltare i loro versi infami,
gli scatararrati segni d'inchiostro,
le bave scure che lasciano sul foglio
che son "canti" e "sonetti", dicono, che
a te misero Orfeo, alla tua cetra tagliente,
alla tua testa dorata alla tua stella cantante...
son sonetti donati

Ma valà!
Va’ va' va' 
va' in pace e più non ascoltare
più non sentire di questo mondo vano 
i vani sproloqui degli umani
va’ va’ va’ e che il tuo nome si perda fra le stelle
fra le auree faville di Euridice

21 ottobre 2022

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